Un po' su tutti i blog iniziano ad apparire post che trattano l'argomento ed io, ritenendomi comunque un appartenente alla categoria, non posso esimermi.
![[FLICKR - ho visto nina volare]Via_delle_streghe](http://lh4.ggpht.com/_5ZSllAcFmDQ/SRwN6r0JD0I/AAAAAAAAAww/tO7QiNE2Ez4/%5BFLICKR%20-%20ho%20visto%20nina%20volare%5DVia_delle_streghe_thumb%5B4%5D.jpg)
Fonte ho visto nina volare Licenza CC
Sto parlando ovviamente della famigerata legge "ammazza blogger", come lo definisce anche Beppe Grillo, presentata poco tempo fa da Franco Levi in Commissione Cultura. L'attuale legge è una rivisitazione di quella presentata da Levi/Prodi.
Le varie interpretazioni sono estremamente divergenti, si va da una moderata preoccupazione fino alla preoccupazione estrema. In gioco c'è la libertà di espressione e quindi l'argomento è meritevole di attenzione.
La legge potrebbe equiparare tutti i blog a prodotti editoriali, i blog che pubblicano banner potrebbero entrare nel mirino dell'Agenzia delle Entrate, ogni blog dovrebbe iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione).
La mancata iscrizione al ROC potrebbe far scattare verso i blogger la denuncia per "stampa clandestina", mentre iscrivendosi ogni blog sarebbe soggetto alle norme connesse ai reati per mezzo stampa.
Questi in parole povere i rischi che, sembra, potrebbero correre i blogger, siano loro professionisti che semplici appassionati (come me). Io vedrei la cosa in maniera molto semplice. Io avrei pensato ad una soglia economica che determini quando un blog da semplice spazio di condivisione del pensiero diventi un vero e proprio prodotto editoriale. Ci deve essere la libertà per ognuno di pubblicare tutti i banner del mondo, facciamo in modo che una piccola parte possa anche andare all'Agenzia delle Entrate in quanto può rappresentare un reddito (pensiamo a come poter inserire questi redditi, per la maggior parte dei blogger si parla di qualche decina, forse centinaia, di euro a l'anno nella dichiarazione). Quando si riesce a superare una certa soglia di entrate (15 forse 20 mila euro l'anno) allora si deve avere l'opportunità di trasformare la propria passione in un lavoro, in una impresa, con tutte le iscrizioni del caso, diritti e doveri.
Io la vedo così, forse sbaglierò anche, ma adottare una legge che in qualche modo impedisca di fatto una grande opportunità, che addirittura per alcuni potrebbe rappresentare una concreta possibilità di crearsi un lavoro, o molto più semplicemente limitare la libertà di espressione della collettività sarebbe un colossale errore.
La Commissione che deve esaminare la proposta di legge inizierà a breve i lavori sulla "ammazza blogger". E' necessario, finchè possibile, che i politici sappiano qual'è la posizione della rete sull'argomento, quindi, blogger di tutta italia, dedicate anche solo un piccolo post all'argomento.
Per approfondire l'argomento .... Daniele Minotti , Punto Informatico.